MALPELO

Dalla novella Rosso Malpelo

di Giovanni Verga

letto e interpretato da

Francesco Accomando

 

 

 

fascia d’età: dai 13 anni scuola secondaria I grado e dai 14 ai 18 anni scuola secondaria di II grado

tecniche utilizzate: lettura e teatro d’attore

spazio: aule e aule magne all’interno degli edifici scolastici

spettatori: massimo 80 alunni o studenti accompagnati da almeno un insegnante per classe

durata sola lettura: 50 minuti

la lettura è preceduta da un breve momento di educazione teatrale, ed è seguita da un dialogo tra attore e spettatori su alcuni spunti di approfondimento e riflessione; durata complessiva, compresa la lettura, di 2 ore scolastiche

 

 

La questione del diverso e della violenza, prima di tutto.

Rosso Malpelo, nella novella del Verga, è l’emarginato, l’escluso, e diventa il “capro espiatorio”: quello senza diritti, quello contro cui è lecita ogni violenza, quello che non si ribella al ruolo che gli viene assegnato e anzi lo vive, lo esercita contro gli altri – siano essi Ranocchio o l’Asino - perché è l’unico modo per sopravvivere, fino al gesto estremo di rivolgere questa violenza verso se stesso nell’atto quasi eroico del finale. Il tema è quello dell’ambiente ostile, della mancanza degli affetti. Malpelo è bollato, segnato a dito da un ambiente inospitale. Il mondo privo di valori, ignorante e superstizioso in cui gli capita di vivere - pieno di preconcetti, che cerca etichette e bersagli, colpevoli e streghe - vuole così.

Verga ritrae un mondo in forma apparentemente corale, ma in realtà popolato di solitudini, tutte rivolte e concentrate su Malpelo. Le rare relazioni tra i personaggi sono impossibili o restano solo una memoria, o sono addirittura spezzate dalla violenza. Un mondo dove non c’è solidarietà tra gli esseri umani, dove non c’è più speranza per i legami neanche nell’ambito strettamente familiare. Colpisce la riflessione di alcuni giovani lettori: “Malpelo in fondo è buono, sono gli altri che lo fanno diventare così”. Non sapremo mai il vero nome di Malpelo, Verga non ce lo dice, e in fondo va bene così. Malpelo non è nessuno ed è tutti noi.

 

L’arte della lettura a voce sta scomparendo, come un’animale in via d’estinzione. La parola scritta della letteratura, e ancora di più della poesia, sta sprofondando sempre di più nel silenzio della lettura mentale, preziosa della sua intimità ma relegata ormai in un luogo di solitudine personale, senza più necessità di essere regalata, detta ad altri. Il dire dello scrivere si affievolisce, diventa muto, e deprivato delle emozioni della parola viva, diventa parola morta. Il teatro, nell’essenzialità del lavoro dell’attore, può aiutare a rimetterlo in vita.

Da alcuni anni Francesco Accomando sta intraprendendo un percorso di riscoperta della lettura a voce. Una ricerca dei modi di ridare luce viva alla scrittura: il testo, come nel lavoro di un paziente archeologo, viene riscoperto, le parole scritte appaiono come parti di un nudo scheletro, tracce e testimonianze di un’indagine tesa a riscoprire quel mondo costituito del tessuto vivo, la carne e il sangue che gli stava intorno. Dire questa carne e questo sangue, dirla a qualcuno, con amore disperato.

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FRANCESCO ACCOMANDO

 

 

Diplomato al corso di formazione professionale triennale “Fare Teatro” per attori, organizzato dal CSS Teatro Stabile di Innovazione del Friuli Venezia Giulia di Udine e dalla Regione Friuli Venezia Giulia, dal 1989 al 2012 è stato socio lavoratore del teatro udinese inizialmente come attore e regista teatrale, sviluppando negli anni competenze che lo hanno visto ricoprire incarichi di coordinamento o consulenza artistica e successivamente di ideazione e direzione artistica di progetti teatrali e più in generale culturali. Attualmente lavora come libero professionista.

 

Come attore, regista e assistente alla regia ha creato e partecipato a numerosi spettacoli rappresentati in Italia e in Europa, nell’ambito di stagioni teatrali e/o rassegne e festival.

Come coordinatore artistico ha curato dal 1993 ad oggi numerosi progetti di laboratorio teatrale sul territorio del Friuli Venezia Giulia in collaborazione con Istituti scolastici, Case Circondariali, associazioni per diversamente abili, i Sert e i Dipartimenti di Salute Mentale nella provincia di Udine e con vari Comuni per iniziative di aggregazione giovanile.

In qualità di ideatore e direttore artistico o responsabile culturale per l’attinenza con le attività del presente progetto si segnala:

 

- dal 1993 al 1999 è stato condirettore del progetto “Percorsi Culturali” realizzato nel territorio del Comune di Tavagnacco in sinergia con il Comune di Tavagnacco, la Fondazione “Luigi Bon” di Colugna, il CSS di Udine e con la partecipazione della Biblioteca Comunale e delle scuole del territorio

- dal 1997 al 2010 è stato membro della direzione artistica del Css di Udine:

nella stagione teatrale 1997/1998 ha fatto parte dello staff artistico che ha curato il progetto artistico di inaugurazione del Teatro Nuovo Giovanni da Udine, teatro per il quale è stato condirettore artistico nella seconda stagione

- sempre nel 1997/1998 ha fatto parte dello staff artistico che ha curato la progettazione e diretto l’avvio del progetto che ha visto l’inaugurazione a Cervignano del Friuli del Teatro Pier Paolo Pasolini

- dal 1997 al 2012 è stato l’ideatore e il direttore artistico del progetto TIG Teatro per le nuove generazioni del CSS di Udine, realizzato in collaborazione con Comuni e Istituti scolastici della provincia di Udine e della Bassa Friulana Orientale e Destra Torre

Le ultime strategie progettuali lo portano a considerare sempre di più il teatro come strumento ed epicentro di più ampi progetti culturali che vedano coinvolte, oltre ai professionisti di varie discipline artistiche, anche persone senza nessuna competenza o esperienza artistica, con l’obiettivo di creare percorsi ed esperienze culturali che valorizzino le collettività con un forte senso di cittadinanza e spirito democratico.

Dal 2017 è Direttore Artistico della rassegna estiva di teatro per famiglie Insegui la tua storia, che coinvolge 17 Comuni delle province di Udine e Gorizia.

Dal 2015 al 2018 è stato Direttore Artistico di Oltreconfine, progetto triennale sulla Prima Guerra organizzato da Cikale Operose, che ha coinvolto i cittadini di 17 Comuni del Friuli Venezia Giulia.

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Cikale Operose